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Calabria, il borgo di Squillace anche in inverno

La costa calabrese svela i suoi gioielli con atmosfere rilassate durante la stagione più fredda: scopriamo il borgo di Squillace

Castello Normanno
© Castello di Squillace
Castello Normanno di Squillace 
La provincia di Catanzaro ha la particolarità di affacciarsi su due mari, lo Ionio a Est e il Tirreno a Ovest. L’istmo di Catanzaro, una valle stretta e lunga circa 30 chilometri, costituisce la parte centrale di questo territorio e collega il Golfo di Squillace al Golfo di Sant’Eufemia. Una delle zone turistiche più conosciute di questa parte della Calabria è proprio il centro del Golfo di Squillace, tra Catanzaro e Soverato, dove l’estate richiama ogni anno migliaia di visitatori per il turismo balneare.  Ma anche in inverno i panorami che offre questo tratto di costa ammaliano chi si lascia incantare dai tratti rocciosi che si alternano agli ampi tratti di spiaggia sabbiosa, quando le giornate permettono di godere i raggi del sole più tenue avvolti da atmosfere rilassate. In questa dimensione si può pensare ad una visita al borgo di Squillace, composto da pittoresche zone che sono Squillace Superiore conosciuta anche come Squillace Storica o Antica che sorge tra i colli, le varie borgate minori che si incontrano mano mano che ci si dirige a valle verso Squillace Lido, detta anche Marina e Fiaco Baldaia. 

Se visiti Catanzaro scopri anche il Castello Normanno

La località è stato un fiorente centro della Magna Grecia con il nome di Skylletion, diventata poi Scolacium, importante centro romano dotato di teatro, anfiteatri, edifici amministrativi e religiosi. Il cuore attuale è però di origine medievale, come testimonia il Castello Normanno o Castello Vecchio, che si erge nella parte più elevata del centro. Edificato dai Normanni nella seconda metà dell’XI secolo ed accessibile mediante un portale bugnato sormontato dallo stemma in marmo della famiglia Borgia, ha subito rifacimenti ed ampliamenti nel corso dei secoli che ne hanno modificato l’aspetto architettonico: la facciata frontale si presenta con due grosse torri diverse, una a pianta cilindrica e l’alra a pianta poligonale. Una volta raggiunto il Castello si può visitare anche la necropoli di epoca tardoantica, che rappresenta la testimonianza archeologica più antica dell’occupazione del colle di Squillace. Ritornata alla luce con gli scavi archeologici nel 2008, consta di 22 tombe di adulti orientate con il capo ad ovest e gli arti inferiori a est. Nelle tombe sono stati ritrovati ricchi corredi che comprende orecchini in oro, pettini in avorio, brocchette in ceramica, il che fa ipotizzare l’appartenza ad una classe sociale elevata delle persone qui sepolte. 



L’itinerario di una passeggiata tra le viuzze tortuose del borgo comprende la visita a diversi altri interessanti edifici tra cui il cinquecentesco Palazzo Baldaya, nella parte bassa del corso, a cui si accede da una gradinata che immette in uno spazio aperto ed all’imponente portale di accesso in conci lapidei lavorati a bugnato; Palazzo Pepe, oggi sede del Municipio, che rappresenta uno dei massimi esempi di architettura gentilizia squillacese, con il prospetto impreziosito da un monumentale portale in pietra e il piano superiore scandito da grandi finestre balconate; Palazzo Maida Chillà, un complesso gentilizio che si affaccia sulla piazza del Municipio e sviluppato intorno ad una corte chiusa cui si accede da un androne delimitato da un magnifico portale di pietra.

Tra gli edifici religiosi spicca la Cattedrale di epoca normanna. Il primo edificio di culto latino costruito nel borgo di Squillace venne eretto nel 1096 per volere del conte normanno Ruggiero I d'Altavilla subito dopo la conquista della città. L’attuale chiesa Cattedrale fu edificata invece dopo il terremoto del 1783 dal Vescovo Mons. Nicola Notaris ed è dal 2015 che si fregia del titolo di Basilica minore, dato dal Papa alle chiese dotate di particolare importanza storica. La facciata odierna in pietra da taglio di ispirazione romanica si presenta con un corpo centrale leggermente avanzato rispetto a quelli laterali. L’interno è formato da tre navate divise da pilastri ed ospita diverse opere tra cui una fonte battesimale del XVI secolo, il monumento sepolcrale al vescovo Capece Galeota ed una tela settecentesca. Una delle cappelle interne è dedicata a Sant’Agazio Martire, decapitato a Costantinipoli e patrono di Squillace. 



Ci sono poi la Chiesa di Santa Maria della Pietà, un piccolo edificio noto anche come Chiesetta gotica, non lontano dalla Cattedrale, la cui originaria costruzione risale al XII secolo, e il Monastero di Santa Chiara. Quest’ultimo è un complesso monasteriale che ebbe un ruolo fondamentale per la crescita urbana della città e diocesi di Squillace: fondato del 1331 nel corso della sua storia ha visto articolarsi diversi edifici di cui si ammirano ancora oggi i ruderi: restano ancora abbastanza  definiti la  facciata  principale,  la  torre  campanaria  e  i  muri  perimetrali  del primo livello sul lato nord.



Quello che rimane dell’imponente chiesa di Santa Maria della Roccella, intorno al quale oggi ruota il Parco Archeologico di Scolacium divenuto il vero e proprio polmone verde di questo tratto di costa ionica racchiusa nel golfo, conserva le tracce dell’affascinante storia di Squillace. La basilica era infatti tra le maggiori costruite dai normanni in Calabria con l’obbiettivo di latinizzare il culto di Cristo nell’Italia meridionale. 



Un altro aspetto caratteristico della cittadina è la fiorente ed antica tradizione della lavorazione della ceramica e della terracotta, tanto da essere l’unico Comune in Calabria a poter vantare il marchio DOC sulle proprie lavorazioni. Un itinerario di visita dovrebbe dunque prevedere anche la sosta in alcune botteghe artigianali locali per poter conoscere quest’arte e la sua produzione. Scopri di più sulle ceramiche di Squillace. 
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