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Ciociaria, le bellezze (e le magie) del lago di Canterno

Adagiato tra cinque Comuni della provincia di Frosinone, il bacino un tempo era considerato un "lago fantasma"

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Courtesy of ©A...periodico/Wikimedia Commons CC BY SA 3.0
Lago di Canterno
Bellezza e mistero fanno del lago di Canterno uno di quei luoghi poco conosciuti dal turismo di massa ma (e probabilmente anche per questo) particolarmente meritevoli di essere scoperti. Sebbene, infatti, il "mistero" legato a questo lago sia stato, ormai da tempo, risolto, il suo fascino resta immutato e non soltanto per il fatto di essere stato, in passato, una sorta di "lago fantasma" che appariva e scompariva nell'arco di pochissimi giorni. L'ambiente che circonda questo bacino carsico, il più grande del Lazio con una superficie di 0.6 kmq, un perimetro di 4,9 km ed una profondità massima di circa 25 metri, è ameno e rilassante, fatto di boschi di querce, cerri e latifoglie e popolato da numerose specie animali. Una cornice perfetta, dunque, per una gita fuori porta lontano dal traffico cittadino. L'alone di magia che, per secoli, ha avvolto l'esistenza di questo lago ciociaro, oggi tutelato da un'area protetta a cavallo tra i cinque Comuni di Fiuggi, Fumone, Ferentino, Trivigliano e Torre Cajetani, in provincia di Frosinone, contribuisce a conferire all'esplorazione quel pizzico di curiosità che rende l'esperienza ancora più piacevole e meritevole di essere vissuta.

Sebbene, infatti, si pensi che il lago fosse noto sin dal XVIII secolo, le sue origini, secondo le più accreditate ricostruzioni, sono state fatte risalire ai primissimi decenni del secolo successivo ed in particolare all'anno 1821, quando la conca in cui oggi si trova, un tempo punteggiata di campi coltivati, venne inonadata e riempita dalle acque a causa dell'ostruzione dell'inghiottitoio (il "Pertuso") che ne consentiva il deflusso nel terreno. Le cause all'origine della sua formazione sono le stesse che gli valsero l'appellativo, nei decenni successivi, di "lago fantasma". Una volta riempita dall'acqua, infatti, la valletta circondata dai monti non si trasformò definitivamente in un lago, ma fu soggetta, nel corso del tempo, ad una forte instabilità dei livelli delle acque che, a tratti, arrivarono quasi a scomparire. Dopo un iniziale momento di meraviglia in cui ci si chiese come e perchè questo lago apparisse e scomparisse con una tale rempentinità, ben presto ci si rese conto che la sua "periodicità" altro non era che il frutto del più o meno frequente e prolungato intasamento del "Pertuso", che causava il riempimento della conca, e della sua successiva riapertura che consentiva, invece, il deflusso delle acque.



Nel corrso del tempo il lago apparì e scomparì più volte rimanendo prosciugato anche per lunghi periodi durante uno dei quali, nel corso degli anni '40 dello scorso secolo, si procedette all'esplorazione dell'inghiottitoio che rivelò una cavità sotterranea ad esso collegata. La presenza della grotta, in cui evidentemente le acque e i suoi abitanti confluivano quando l'inghiottitoio era libero da ostruzioni, contribuì a fornire la spiegazione di un altro mistero che aleggiava attorno al lago: quello della sopravvivenza dei pesci nonostante i periodi di prosciugamento del bacino. La costruzione di una centrale idroelettrica in prossimità del lago rese necessaria una regolarizzazione del volume delle acque che venne, infine, ottenuta mediante l'ostruzione artificiale del "Pertuso" ma che non garantì, comunque, la totale stabilizzazione del bacino. Ancora oggi, infatti, il livello dell'acqua è soggetto a consistenti oscillazioni di cui l'albero solitario che si erge a circa 40 metri dalla costa rivolta verso Fiuggi, in prossimità dell'imbocco del Fosso del Diluvio, è la più suggestiva testimonianza. Quando il volume delle acque raggiunge i massimi livelli, infatti, dell'albero emerge la sola chioma che appare quasi come un cespuglio che galleggia sulla superfice. Nei periodi di secca, invece, sfoggia tutto il suo bel fusto.

Non meraviglia, dunque, che il lago, ancora oggi, eserciti un certo fascino su chi lo osserva. Chi deciderà di esplorarne le sponde, però, si accorgerà che questo sito offre anche numerosi spunti per piacevoli passeggiate alla scoperta di una natura ricchissima e di autentiche meraviglie architettoniche. Camminando in prossimità delle rive e tra i boschi e le colline che incorniciano il bacino è possibile, infatti, imbattersi in numerose specie animali differenti, specialmente uccelli, che spaziano dagli aironi cenerini, sino alle garzette, ai rallidi come la gallinella d'acqua e la folaga, alle anatre ed allo svasso maggiore. Tra gli arbusti e gli alberi circostanti si possono avvistare passeriformi e specie di dimensioni maggiori come lo sparviere e la poiana. Le acque del lago non risultano meno popolose e se lungo le sponde è possibile rinvenire le grandi valve di un particolare mollusco di acqua dolce dalla conchiglia ovale larga fino a 20 centimetri, all'interno del bacino nuotano numerose specie ittiche tra cui alborelle, scardole, carassi, carpe, anguille, persici reali e l'esotico amur, spesso insidiate dalla pratica della pesca, particolarmente diffusa nella zona.



L'intero territorio circostante si presenta, inoltre, come un susseguirsi di splendidi paesaggi in cui si alternano morbide colline boscose e prati verdeggianti dominati dalle vette dei Monti Ernici che si specchiano sul lago e che fanno bella mostra di sè specialente dal suggestivo affaccio ad est, con in primo piano le imponenti cime rocciose della Monna e della Rotonaria.

Chi desiderasse ammirare anche preziose testimonianze lasciate dall'uomo nel corso dei secoli, non rimarrà deluso, invece, da una passeggiata lungo il sentiero che dalla vicina frazione di Porciano conduce sino alle rovine del castello noto come "Gasperone" o "Gasparone", ciò che rensta dell'antica città fortificata di Porciano tra i due Monti La Monna e Porciano. Da non perdere una visita al piccolo Santuario della Madonna della Stella, una chiesina di origine seicentesca ricostruita nel corso del secolo successivo dopo che un'inondazione la distrusse. Magnifici, infine, anche gli antichi borghi dei Comuni circostanti, primi su tutti quelli di Fumone, considerato uno dei più suggestivi e meglio conservati della Ciociaria con il suo bel castello e le antiche chiese, quello di Fiuggi Alta, anch'esso magnificamente conservato, e quello di Ferentino.

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