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Murge, la Puglia dal cuore di pietra

I fenomeni carsici di questa regione pugliese hanno creato paesaggi unici ricchi di testimonianze storiche e culturali

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©porpeller/iStock
Murge
In un certo senso si potrebbe affermare che la Puglia ha un cuore di pietra. Un cuore grande e duro come la roccia. La roccia che crea i paesaggi sorprendenti delle Murge. Questa grande subregione di forma quadrangolare si estende, infatti, proprio nella zona centrale della Puglia in corrispondenza di un altipiano carsico che rappresenta il sistema orografico più complesso del “Tacco d'Italia”. La maggior parte del territorio dell'altipiano è compresa nel territorio delle province di Bari e Barletta-Andria-Trani. Il confine settentrionale è delimitato dal corso del corso del fiume Ofanto, mentre nella zona occidentale la superficie oltrepassa i confini della regione addentrandosi sino alla provincia lucana di Matera. Le ultime propaggini meridionali si spingono, infine, sino alla provincia di Taranto e Brindisi. In base alla collocazione geografica e alle caratteristiche del territorio, la subregione delle Murge viene convenzionalmente suddivisa, a sua volta, in altre subregioni note come Murgia costiera, Murge di Gravina, Murgia dei Trulli, Murge tarantine, Valle d'Itria e Murgia Materana.

Sin dall'analisi dell'etimologia del suo nome, ci si rende conto che è la roccia l'elemento caratteristico di questa splendida regione. Il termine “Murge”, infatti, deriva dal latino “murex” e fa riferimento proprio alla roccia appuntita. Nessun altro richiamo si sarebbe potuto rivelare più appropriato. L'enorme quantità di roccia calcarea presente sul territorio, infatti, ha dato origine ad una moltitudine di fenomeni carsici ipogei ed epigei tra cui doline, gravine, inghiottitoi, lame e grotte che hanno modellato il paesaggio in modo peculiare. Le gravine della zona meridionale, che in alcuni punti raggiungono una profondità di oltre 100 metri meritando il paragone con i canyon americani, sono considerate la più spettacolare manifestazione del carsismo della zona, assieme, probabilmente, alle suggestive Grotte di Castellana che vantano ben 3.348 metri di lunghezza, 122 metri di profondità massima e 330 metri di altitudine, in un trionfo di stalattiti, stalagmiti, scenografiche formazioni rocciose e misteriose caverne.



Non è un caso, dunque, che sia stata istituita un'area protetta che tutela questi tesori paesaggistici. Il Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine contribuisce, infatti, alla salvaguardia dei preziosi ambienti naturali che si sono sviluppati sul territorio delle Murge. Tra le rocce spettacolari, infatti, hanno trovato dimora circa 1.500 specie vegetali spontanee, più o meno un quarto delle 6.000 presenti in Italia, oltre a 14 specie di rettili, 17 specie di mammiferi e circa 88 specie di uccelli nidificanti. Un vera e propria riserva di biodiversità, dunque, che merita di essere protetta, tutelata e fatta conoscere a chi sceglie di esplorare questa magnifica subregione.

Il Parco Naturale Terra delle Gravine non è l'unico ente preposto alla salvaguardia del patrimonio custodito dalle Murge. L'istituzione del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, che comprende i comuni di Minervino, Andria, Spinazzola e Corato, ha, infatti, decretato la nascita di quello che viene considerato il primo parco rurale d'Italia perchè si impegna a preservare non soltanto l'ambiente naturale delle Murge ma anche il suo patrimonio architettonico, archeologico e culturale che vive e sopravvive in stretto legame con il territorio. Non bisogna dimenticare, infatti, che le Murge sono terra di masserie, di jazzi, di tratturi, terra di trulli, di muretti a secco, di uliveti e di vigneti, di folklore e tradizioni. L'olio, qui, è speciale, come lo è il suo vino e i numerosi prodotti dell'agricoltura e della gastronomia. E' impossibile, ad esempio, non lasciarsi conquistare da delizie come la burrata, il pane di Altamura, i ceci neri salvati dall'estinzione.



Se la natura, qui, ha fatto dei veri e propri capolavori, l'uomo ne ha, dunque, seguito l'esempio lasciando preziose tracce del suo passaggio senza deturpare questi splendidi paesaggi ma, anzi, talvolta, persino arricchendoli. Chi si trova a viaggiare in questa zona della Puglia, ad esempio, dovrebbe cercare di ritagliarsi del tempo per raggiungere l'imponente Castel del Monte che si erge solitario a pochi chilometri dalla città di Andria. E' noto per la sua inconfondibile forma ottagonale, oltre ad essere protagonista di un mistero legato ad un leggendario tesoro di Federico Barbarossa, nascosto nel maniero ma mai rinvenuto. Tra i castelli delle Murge merita, però, particolare attenzione anche quello di Trani, considerato uno dei più fulgidi esempi di fortificazioni erette da Federico II in terra pugliese.



I luoghi di culto disseminati sul territorio delle Murge non sono meno affascinanti. E se la chiesa del S. Sepolcro di Barletta racconta una storia lunghissima, più che millenaria, quelle disseminate sulla Gravina di Matera sono dei veri capolavori rupestri ricavati all'interno delle grotte. Risalgono a differenti periodi storici compresi tra l'Alto Medioevo e il XIX secolo e sfoggiano diversi stili legati alla cultura delle civiltà e dei popoli che si sono avvicendati nel corso dei secoli sul territorio. La maggior parte di esse presenta una struttura costituita da ingresso, aula e presbiterio con elementi architettonici che richiamano la liturgia greca e latina, ed alcune rivelano preziosi affreschi di influenza bizantina. Da non perdere la cripta di S. Andrea, con le sue due navate e i due catini absidali e quella di S. Luca, fulgido esempio di stile bizantino. Non è un caso, dunque, che le magnifiche chiese rupestri e i resti degli insediamenti di epoca preistorica che si celano tra le rocce siano tutelati dal Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano. Per scoprire di più sul Parco leggi qui.



Ma quando si parla di Puglia e di Murgia è impossibile non pensare ai famosissimi Trulli, le antiche abitazioni di origine quattrocentesca edificate con muri a secco e sormontate dai tipici tetti conici ricoperti di chiancarelle. Alberobello può essere considerata a tutti gli effetti la “capitale” dei trulli. Passeggiando nel centro storico si possono ammirare queste meravigliose costruzioni ancora oggi, spesso, adibite ad abitazioni. Alcune di esse ospitano graziose strutture ricettive e ristoranti mentre all'interno del più grande complesso di trulli contigui e comunicanti del centro è stato allestito l'interessante Museo del Territorio, noto come “Casa Pezzolla”, dal nome del suo antico proprietario, che si pone come scopo quello di far conoscere ai visitatori tutto ciò che c'è da sapere sui trulli sia dal punto di vista architettonico ed estetico che da quello culturale (e abbiamo parlato qui).



Quello di Alberobello non è, però, l'unico museo dedicato alle meraviglie delle Murge. Chi desidera approfondire la storia di questo territorio e saperne di più sulle sue tradizioni, le sue usanze e la sua cultura, può contare su interessanti esposizioni in diverse località della regione. Da non perdere, ad esempio, una visita al museo Antiquarium dedicato alla Battaglia di Canne, alla Cantina che racconta della Disfida di Barletta, ma anche al Museo Civico Archeologico di Bisceglie e di Minervino Murge, e, infine, al Museo Diocesano di Trani.

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